il Filo di ‘Sofia: CAPITOLO 18 -UN SALTO DI QUALITA’

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Una volta, la Libertà era il bene più prezioso per l’Uomo. Da lì bisognerebbe ripartire: dalla libertà individuale, dalla libertà di espressione, dalla libertà di essere, dalla libertà di fare, ovviamente quando la nostra libertà non lede quella altrui, quindi dall’assunzione di responsabilità di ciascuno di noi, nel proprio campo, ciascuno chiamato a dare conto di quello che dice e di quello che fa.

Libertà di avere debolezze senza doversene vergognare, quando queste non fanno male ad altri. Libertà di esprimere forza ed energia, quando queste sono elementi positivi. Al contrario, assistiamo spesso a delle rappresentazioni politiche di cattivi politici, soprattutto quelli nominati che non rappresentano il popolo, che non rispondono agli elettori, ma soltanto al capo della propria corrente o al segretario di partito, all’apparato burocratico che ha determinato e decretato la loro nomina per rispondere ai loro interessi di bottega, facendo molti danni. Ad esempio: leggi inutili o di difficile applicazione per esibizioni solo ideologiche. Tutto questo perché non rispondono ai principi liberali, non rispondono ai valori culturali e creativi, tanto meno a quelli democratici, ma solo a quelli dell’intrattenimento dei discorsi in tv, dove diventano “personaggi”, ma non persone né, tantomeno, personalità. La distorsione e  l’accantonamento della cultura liberale trasforma tutto in recita.

La presenza ossessiva e compulsiva dei politicanti, visibili in ogni dove, per superare ogni volta la prova dell’immagine privando la parola di ogni valenza e le idee di ogni progetto, a favore della squallida sottocultura del riporto: fotografie e fotocopie a ripetizione di non-concetti, copia e incolla omologante delle solite cose, un inutile ritornello a spirale che ottusamente sale e ottusamente scende continuamente senza mai spostarsi dal refrain obbligato dallo spartito, che deforma la realtà dei fatti che, in questo modo, non potrà mai cambiare.

Una soluzione “altra” potrebbe essere un ritorno al “cosa sei capace di fare?” e farglielo dimostrare attraverso una prova aperta a tutti. Al contrario, assistiamo a politici politicanti abbigliati con strane sigle, bravi negli slogan, bravissimi nel cantare canzoncine che diventano espressioni virtuali, anche piacevoli, ma quasi sempre inutili. Siamo ancora dentro un sistema politico composto da figure piane, come se l’intero sistema si ispirasse alla geometria euclidea, con due sole misure: base e altezza. Invece, con questo libro, l’Associazione di cultura politica “il cantiere” tenta di descrivere la visione di un salto sistemico che possa portare dal sistema euclideo a un sistema a tre o, addirittura, quattro dimensioni. Si tratta di passare, insomma, dal rettangolo al parallelepipedo, dal cerchio alla sfera, dal triangolo alla piramide, dal quadrato al cubo. Oltre a lunghezza e altezza, è necessario introdurre la profondità. Ma come?

Magari ammettendo o, meglio, promuovendo la possibilità della doppia e tripla tessera. La doppia o tripla tessera, infatti, caratteristica tipica del Partito Radicale, permette ad un iscritto o a un dirigente di un altro partito di potersi associare a più soggetti politici o organizzativi. E’ una scelta liberale e libertaria capace di rompere gli schemi e di abbattere gli ormai secchi steccati di un passato che non passa. E’ il presupposto per intraprendere un cammino nuovo e diverso per l’alterità dei costumi e dei metodi. L’altro aspetto organizzativo, stavolta di stampo squisitamente liberale, che non può essere in nessun modo accantonato da un movimento che pretende di definirsi “nuovo”, è l’incompatibilità tra gli incarichi di partito e i ruoli elettivi nelle amministrazioni comunali, negli Enti locali, nelle Giunte o nei consigli regionali, nei parlamenti nazionali o europei. Insomma, tutti gli incarichi dirigenziali interni ad un movimento, che si dica o si voglia dire anche liberale, possono essere ricoperti soltanto da chi non svolga già un incarico elettivo nei vari livelli dell’amministrazione pubblica e dello Stato. E’ soltanto un primo esempio. Ma sappiamo molto bene quanto sia efficace la forza dell’esempio.

Carlo Prinzhofer e Pier Paolo Segneri

… Continua …

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