il Filo di ‘Sofia: CAPITOLO 23 – DISCORSO SULLA FELICITA’

felicità

La lotta per la libertà è anche un discorso sulla felicità. La Politica è il cammino lungo il sentiero della conoscenza, della coscienza e della ricerca. A cominciare dalla ricerca della felicità.

Invece, ovunque, si ha la sensazione (che è qualcosa di più di una sensazione), che si tenti di risolvere situazioni e nodi politici con i vecchi schemi e i vecchi criteri del Novecento, a cominciare dal Movimento 5 Stelle, utilizzando gli stessi vecchi strumenti che si sono dimostrati fallimentari come, ad esempio, la mancanza di memoria, il sopruso e finanche la concertazione, che impedisce l’assunzione di precise responsabilità, risolutive dei problemi. La concertazione, come fosse un rituale mistico, contro cui non si può nemmeno parlare, non ha prodotto altro che l’allungamento dei problemi, senza trovare vere domande né autentiche risposte, ma soltanto compromessi, spesso di bassa lega, dove tutti avevano ed hanno ancora qualche convenienza, tranne il popolo e i cittadini. La concertazione si muove ancora nella logica delle figure piane, dell’impostazione euclidea, delle due dimensioni e resta incagliata in superficie. Insomma, la concertazione produce soltanto l’inganno che si possano risolvere le più spinose e difficili questioni per miracolo, al ribasso, dove ciascuno cede un pezzo dei propri ideali. Pensiamo, al contrario, che qualsiasi idea innovativa e riformatrice dovrebbe essere la scintilla per un progetto politico scaturito dal metodo liberale applicato all’intelligenza connettiva e collegiale (derivata dall’insieme di intelligenze individuali), senza perdere la centralità della persona, del singolo, dell’individuo. Insomma, un metodo liberale a tutto tondo e non costretto in un recinto di pulsioni egoistiche, vanagloriose, ciniche, arroganti, menefreghiste. Un insieme che sia un essere l’uno con l’altra, interdipendenti, come una squadra, cioè all’interno di un cantiere in cui lavori siano sempre aperti e dove la ricerca non si fermi mai. Per la difesa della felicità di tutti e di ciascuno. Questo permetterebbe ai più preparati non soltanto di tenere le solite vecchie lezioni, a volte noiose, spesso autoreferenziali, o di fare prediche da un qualche improbabile pulpito, ma di creare un processo osmotico in cui ci si nutrirebbe l’uno dell’esperienza dell’altro, senza tenere in troppo conto titoli accademici o “nobiliari”, spesso prosciugati di veri significati, per tenere, al contrario, in considerazione la capacità di essere sinergici. Come? Attraverso le intuizioni, le percezioni, le riflessioni (anche emotive) e, soprattutto, quelle ragionate o ragionevoli, in confronti onesti e leali, dove non vince chi strilla più forte, ma chi dimostra la bontà delle sue idee e dei suoi progetti, meglio se verificabili. E mai contro. Oggi, anno 2016, al contrario, il concetto “del vincere” è sempre contro qualcuno. Sarebbe bello, invece, se tutti fossimo uniti per migliorare quello che non va, magari colmando quella mancanza di libertà individuale che è la vera causa delle molte cose che non funzionano. E la principale causa della nostra ricerca di felicità.

Carlo Prinzhofer e Pier Paolo Segneri

… Continua …

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