il Filo di ‘Sofia: CAPITOLO 24 – IL CANTIERE APERTO

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Se seguiamo il filo del discorso portato avanti finora, possiamo arrivare a dire che la felicità non va cercata. Va vissuta. Più la si cerca e più ci sfugge. Quello che proponiamo in questo libro, infatti, è una rivoluzione del pensiero, un cambiamento di mentalità attraverso la ricerca di senso e di significato delle cose. Perché la felicità arriva scoprendo l’arte del vivere… meglio! Cioè, con la Politica nella sua accezione più alta e intensa, originaria e creativa, lungimirante e dirompente.

Per farci intendere ancora meglio da chi ha un’intelligenza matematica, potremmo semplificare il discorso anche con un’equazione: la giustizia sta al diritto come la legge sta alla felicità delle persone. Insomma, le leggi devono essere scritte e applicate in modo tale che abbiano come finalità il miglioramento della vita di tutti e di ciascuno, per poter stare meglio e non per stare peggio. Ecco perché il diritto.

Invece, abbiamo davanti ai nostri occhi il segno del fallimento di questa longeva partitocrazia. È necessario che si aprano tempestivamente le porte o che ciascuno dia una mano per costruirle. Perché il problema, forse, è che non ci sono le porte. Sono state tolte. Vediamo tanti trentenni e quarantenni o anche un po’ più grandi o poco più giovani che avrebbero tutte le qualità per assumere responsabilità politiche, per farsi valere, per dare un contributo fattivo di idee e di lavoro, ma non ci sono gli accessi. Ci sono tutti gli strumenti, ma non ci sono gli ingressi. La selezione al rovescio premia i gregari, i meno creativi, i più ruffiani, i raccomandati senza merito, i burocrati, gli yes man, insomma: si procede non per cooptazioni basate sulla credibilità dell’individuo, sulle qualità della persona, sulla creatività, ma per cooptazioni che nascono da esigenze clientelari, spartitorie, affaristiche, nepotiste, ingiuste, che rispondono ai soliti meccanismi del Potere fine a se stesso.

In altre parole, le cooptazioni avvengono, ancora e sempre di più, secondo logiche e metodi partitocratici, cioè non basati sulle attitudini, conoscenze e capacità delle persone o sulla capacità di intuire e costruire, ma attraverso sistemi verticistici, arbitrari, conformisti, reazionari, di conservazione del Vecchio Sistema. Lo abbiamo già scritto, ma lo ripetiamo: è come avere tutte le chiavi in mano, senza poter disporre delle porte. Le porte non si possono aprire, ora, perché non ci sono. Allora, le porte vanno costruite. Ecco perché abbiamo aperto “il cantiere”.

La fine della funzione nobile dei partiti è il male più grave della politica odierna. Senza una scala mobile più efficiente nelle forze politiche, quali che esse siano, rimarremo per decenni con gli stessi beceri meccanismi di selezione e formazione della classe dirigente e politica. Insomma, servono partiti come quelli che vent’anni fa vennero prospettati da Giuliano Amato con l’immagine di Eta Beta, un gioioso e simpatico personaggio nato dalla fantasia di Walt Disney, nonché amico di Topolino. Eta Beta è un’analisi politica sul presente e una visione del futuro. Lo sappiamo bene, dentro l’Associazione di cultura politica “il cantiere”, di portare avanti una battaglia che confida più sulle necessità della storia che sui protagonisti della medesima. Ma non si sa mai.

Carlo Prinzhofer e Pier Paolo Segneri

… Continua …

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