il Filo di ‘Sofia: Capitolo 12 – IL PENSIERO INTUITIVO

pensiero-laterale

Il nulla si nutre di inutili e spesso sciocchi ideologismi. Sono le stesse vecchie ideologie del Novecento, che si ripresentano ancora sotto mentite spoglie, sotto forme omologhe o differenti. Un tempo, infatti, si promettevano irraggiungibili paradisi artificiali così come, oggi, l’ideologia del pragmatismo promette paradisi fiscali. Insomma, ora come allora, dominano sempre le solite ideologie che seducono, con il loro pragmatismo illusorio, tante brave persone promettendo di risolvere tutti i mali e tutti i problemi. E non sono più nemmeno utopie, ma abominevoli inganni.

Non a caso, adesso come accadeva anche nel passato, i politicanti puntano, attraverso l’uso di falsi miti e di falsi profeti, ai loro esclusivi interessi di bottega, accantonando e annullando così ogni positiva riflessione politica sull’Umanità e sulle idee umanistiche. In altre parole, si rinuncia – ogni giorno di più – alla forza dei progetti nati intorno a dibattiti intellettualmente onesti e ai contraddittori culturali privi di ogni pregiudizio. Il pragmatismo si è così inevitabilmente cristallizzato diventando dogma, mito, astrazione, illusione e alibi per l’immobilismo del Potere che, in realtà, vuole solo e sempre perpetuare se stesso. Del resto, si parla del Potere come di una delle tante forme assunte dall’assolutismo.

Viviamo questa “transizione infinita” come se la Politica potesse davvero agire, nel lungo tempo, rinunciando alle idee e alla circolazione di queste, come se le parole potessero esistere senza il sostegno dei significati e dei concetti. Come se i fatti potessero vivere senza le persone, senza rispettare gli impegni presi, senza coltivare la forza dei “sogni-progetti”, in una visione d’insieme larga e lunga, dove solidarietà è sinonimo di rispetto per se stessi prima che per gli altri, dove l’onestà (compresa quella intellettuale) non è solo un divertente modo di essere della gente un po’ folle, secondo la vulgata di questi ultimi anni, ma rappresenta la premessa necessaria, anche se non sufficiente, per provare ad essere “altro” rispetto al pensiero dominante del Potere, che non realizzerà mai nulla. Perché il nulla non riforma e non innova.

Ecco perché, in questo ignobile stato di cose, la fantasia e la creatività potrebbero essere molto preziose, se vissute come utili fonti di nutrimento del sapere, per aprire la strada lungo il cammino della conoscenza, della coscienza, della convivenza. Infatti, in tal caso, fantasia e creatività, visione e intuizione, arte e bellezza diventerebbero necessarie, spesso indispensabili, compagne di viaggio… Quelle compagne su cui poter contare e a cui fare riferimento per un percorso innovativo.

Insomma, fantasia e creatività diventerebbero così “filosofia del pensiero laterale” e, quando sul percorso più scontato e conosciuto (quello del “pensiero verticale”) non si trovassero più soluzioni pratiche ai problemi esistenziali, allora il pensiero liberale diventerebbe un metodo, molto efficace, in grado di trovare soluzioni “altre” o altre vie d’uscita. Si realizza così, appunto, l’innovazione.

Carlo Prinzhofer e Pier Paolo Segneri

… Continua …

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