Evan Parker (sax), Peter Evans (tromba), Walter Prati (computer processing), Marco Vecchi (sound projections),
Paul Obermayer (live electronics), Richard Barrett (live electronics), Steve Noble (batteria)
Evan Parker presenterà a Sant’Anna Arresi l’ElectroAcoustic septet, un progetto iniziato nel 1990 con lo scopo di esplorare in tempo reale i limiti dell’elaborazione dei segnali, nell’ambito dell’improvvisazione musicale.
Come in ogni campo della nostra vita attuale, i computer rivestono un ruolo vitale anche nel processo produttivo della musica. All’evolversi della tecnologia digitale gli ElectroAcoustic rispondono cercano nuovi metodi e possibilità per sfruttarne le sonorità ancora non considerate o esplorate a pieno.
Ogni stadio di evoluzione della band viene documentata dalla ECM records, assieme al produttore Steve Lake.
Evan Parker – Nato e cresciuto in Inghilterra, Parker è un sassofonista estremamente produttivo, ha suonato in numerose band ed è da sempre considerato un punto cardine nella scena europea dell’improvvisazione e del free-jazz. Dalle prime collaborazioni fino a importanti album con Peter Brötzmann, Parker ha studiato ed ampliato una vasta gamma di tecniche innovative. Ha suonato con grandi nomi quali John Stevens, Derek Bailey, Keith Rowe, Anthony Braxton, Cecil Taylor, John Zorn, Fred Frith, Bill Laswell, Ikue Mori, Cyro Baptista, Milford Graves, George Lewis, Tim Bern e moltissimi altri. Lo stile musicale del sassofonista ha dapprima assimilato le avanguardie americane e poi generato uno stile unico, immediatamente identificabile. I brani prodotti da Parker negli anni ’60 e ’70 si distinguono per le linee ondeggianti e vorticose, e non per un contenuto melodico tangibile. In alcune occasioni Parker fa uso di suoni puri, in uno stile che richiama i lavori più radicali di Steve Lacy o i lavori dei membri dell’AACM. Parker ha consolidato metodi per sovrapporre rapidamente suoni armonici e false note per create dense onde di contrappunto. Per ottenere nuove sonorità ha sperimentato con ance di plastica, respirazione circolare e rapidi staccati, all’inizio talmente intensi che non era raro vedere sangue gocciolare dal sassofono.
A soli 33 anni, Peter Evans è già considerato uno dei più importanti trombettisti americani attualmente in opera. Rivolto principalmente all’avant-garde e alla libera improvvisazione, Evans collabora con una moltitudine eterogenea di band appartenenti alla scena musicale di New York. Il suo primo album solista “More is More” l’ha visto protagonista di incredibili virtuosismi, quali estreme dissonanze, multifonie, respirazione circolare e tecniche avanzate di cui si è fatto padrone.
Evans è leader di un quartetto con Tom Blancarte al basso, Brandon Seabrook alle chitarre e Kevin shea, col quale suona all’interno della band radicale Mostly Other People Do the Killing, alla batteria. Assieme a Blacarte, Evans è anche alla guida di un quintetto con Carlos Homs al piano, Jim Black alla batteria e Sam Pluta alla chitarra. Gli studi in tromba classica eseguiti al conservatorio di Oberlin, Ohio, hanno dato ad Evans una solida base su cui espandere la conoscenza e l’uso della tromba. Negli ultimi anni Evans ha allargato enormemente il suo panorama musicale, passando dal jazz classico e musica da camera barocca fino a avant-garde improvvisative e esperienze sonore con band sperimentali come gli ElectroAcoustic di Evan Parker.
Per maggiori informazioni visita il sito di Evan Parker
