Alexander Hawkins (piano), Louis Moholo (percussioni)
Clamore musicale garantito da questo incontro intercontinentale tra le incisive improvvisazioni del pianista Alexander Hawkins e la straordinaria gamma dinamica del percussionista sudafricano Louis Moholo-Moholo, perno centrale della influente comunità di esiliati sudafricani che trasformarono l’evoluzione della musica creativa Inglese a partire dagli anni ’70.
Nonostante rappresentino due distinte generazioni di musicisti –uno, maestro affermato e veterano di innumerevoli registrazioni fondamentali e band passate alla storia della musica; l’altro, membro di una generazione molto più giovane ma la cui audacia e visione musicale lungimirante hanno contraddistinto come una delle forze maggiori della scena odierna- il batterista sudafricano Louis Moholo-Moholo e il pianista inglese Alexander Hawkins hanno sviluppato un rapporto speciale durante gli ultimi anni.
Il duo cattura un mix eternamente elettrizzato di free-jazz, melodie sudafricane, Ellington e molto altro.
‘Keep your heart straight’, registrato con l’eticheta Ogun, è il primo album della coppia. Già definito ‘un classico in attesa’ costituisce un ulteriore capitolo nella storia delle collaborazioni in duo con pianisti, che ha già visto Moholo produrre capolavori con musicisti quali Cecil Taylor, Marilyn Crispell, Irene Schweizer e Keith Tippett.
“Nella ricca storia del jazz, laddove un vecchio leone, assieme a uno giovane, creano nuova e coinvolgente musica, Keep your heart straight merita una posizione di prominenza sul podio.” John Fordham
Alexander Hawkins – “alle tastiere dell’Hammond è il più interessante pianista dell’ultima decade e più”. Così veniva acclamato in una recente intervista da Brian Morton (Point of Departure), il quale ritiene che Hawkins abbia già avuto modo di espandere tutto quello che sia possibile fare con lo strumento. Nel 2010 e nel 2012 è stato nominato nella categoria ‘organi’ del sondaggio annuale dei lettori di Downbeat. Ha anche raggiunto la vetta nella categoria ‘tastiere’ del sondaggio del giornale argentino El Intruso.
Louis Moholo è uno dei batteristi che contribuirono all’incredibile evoluzione della musica degli anni ’60 e ’70. Nato in Sudafrica nel 1940, Moholo si vide ben presto costretto a fuggire a Londra, dove divenne figura di spicco all’interno della comunità sudafricana e dell’underground jazzistico, collaborando con la sua vigorosa interpretazione del jazz all’evoluzione dello stile europeo. Insieme ad altri esiliati sudafricani e membri bianchi della scena free jazz inglese partecipò alla fondazione di ensemble passate alla storia, come i Blue Note, i Brotherhood of Breath ed i Viva La Black. L’incredibilmente creativa scena inglese degli anni ’70 vide Moholo e i suoi compagni creare un nuovo linguaggio musicale, trascinante quanto originale, che combinava sapientemente il jazz europeo e afroamericano alla tradizione sudafricana.
