Matera 2019 | Inaugurazione della mostra collettiva PATER. Un’anteprima del progetto “La terra del pane”

le mostre in fondazione sassi

Sarà inaugurata il prossimo 20 luglio alle ore 19,00 presso gli spazi espositivi della Fondazione Sassi la mostra collettiva PATER, un’anteprima del progetto in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 “La terra del pane” che sviluppa il tema del dossier di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “Radici e Percorsi”.

La mostra, inserita nella rassegna 12 WINDOWS che vede coinvolti diversi artisti under 35 in esperienze di mostre collettive che favoriscono la creatività e la sperimentazione di artisti emergenti, difatti, aprirà un susseguirsi di appuntamenti che vedranno alternarsi, senza interruzioni, installazioni, esposizioni pittoriche e fotografiche, laboratori, readings, video, performances, che termineranno, nel 2019, con l’evento conclusivo “Festival del pane”.

12 WINDOWS, dodici finestre aperte verso il futuro dell’arte. Dodici finestre aperte sia ai classici medium artistici, sia alle nuove ricerche e tendenze dell’arte contemporanea.

Tema portante della rassegna e comune a tutti gli eventi che saranno promossi dalla Fondazione Sassi, in qualità anche di Project Leader per Matera2019, sono due elementi che contraddistinguono la città di Matera dal punto di vista culturale al punto di vista antropologico: il pane e la terra, declinati in tutte le loro sfaccettature.

La mostra PATER sarà aperta dal 20 luglio all’8 settembre 2018 tutti i giorni dal 10,00 alle 13,00 e  dalle 16,00 alle 20,00. Chiusa il lunedì.

La mostra vede la curatela di Simona Caramia, la direzione di Giancarlo Chielli e il coordinamento di Valerio Vitale. In questa occasione, in esposizione saranno protagoniste Mariantonietta Bagliato, Giulia Barone e Giusi Longo.

Mariantonietta Bagliato vive tra Bari e Praga. La sua ricerca artistica è influenzata da un immaginario che trae le sue origini dal teatro di figura. Il suo lavoro è caratterizzato da un uso sistematico delle stoffe utilizzate come codice visivo per trasformarle in sculture, installazioni e disegni cuciti. La stoffa, difatti, ha un potere evocativo sinestetico, è un materiale prettamente umano in cui ciascuno può ritrovare parti di sé stesso. Attualmente è docente di Discipline grafiche e pittoriche e collabora come docente a contratto con l’Accademia di Belle Arti di Roma. L’artista presenta due progetti per la mostra PATER:

Spighe di grano

Il progetto racchiude una grande installazione composta da elementi di stoffa e imbottitura. Le forme e i colori richiamano i chicchi di grano, elemento archetipico della tradizione culinaria del genere umano e simbolo della fecondità e del ciclo delle rinascite. I miti di molti popoli hanno rappresentato i cereali come doni divini del Dio Padre alla Madre Terra. La semina e la mietitura sono legate dai movimenti del Sole e degli astri e si accompagnavano, tuttora in alcuni luoghi, con rituali sacri e profani. In questo caso però, le spighe, che solitamente sono appuntite, secche e rigide diventano morbide, materne e accoglienti proprio per accentuare l’origine primordiale e vitale di questo elemento naturale offerto dalla Madre Terra. Inoltre l’installazione principale del progetto è corredata di studi, disegni cuciti, realizzati dall’artista. La sacralità del grano è data anche nella cultura cristiana nell’unione con il vino.

Uva

Il progetto comprende delle sculture di stoffa che rappresentano dei grappoli d’uva e una serie di “disegni cuciti” che raffigurano tutte le fasi cromatiche del ciclo vitale di un grappolo d’uva. Il progetto è orientato al recupero di elementi visivi ispirati alle favole classiche che hanno sviluppato i valori sociali della società occidentale. La rievocazione di queste storie volge a creare un contatto con gli archetipi della coscienza collettiva. Il titolo originale di questo progetto è: “E la volpe?” richiamando così la celebre favola di Esopo. In questo caso, però, il tema dell’uva si unisce perfettamente con il tema del grano e sono dedicati alla potenza archetipica di Matera.

Giulia Barone nasce a Bari, città dove tuttora vive ed opera. Ha compiuto studi artistici, laureandosi e specializzandosi in decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. É docente di storia dell’arte per la scuola secondaria di secondo grado e tutt’ora docente di disegno per la decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari, dopo esserne stata per quattro anni cultrice della disciplina di decorazione e disegno. Ha approfondito i propri studi come disegnatrice ed illustratrice e collabora con illustri riviste scientifiche del settore medico internazionale. É impegnata alla partecipazione di numerose mostre collettive e personali presenti sul territorio nazionale ed internazionale. Nel suo percorso da disegnatrice iperrealista, dopo diversi studi e ricerche affiancati ad una fase di sperimentazione, è giunta alla delineazione dell’espressività della struttura umana attraverso la scomposizione della figura e sullo studio di forme circolari intrecciate in storie emotive e di impatto visivo, attualmente, il suo impegno è rivolto allo studio di sfondi, tinte monocrome. Di carattere concettuale, il suo lavoro spazia dal disegno all’acquerello, dalla pittura alla fotografia, utilizzando supporti e tecniche differenti, dalla carta al ferro e al legno al vetro. L’artista presenta per la mostra PATER un progetto:

Trinità

La donna, anima della vita nei “sassi”, rinasce in questo trittico di grandi e sincere carte che raccontano, tramite la simbologia e la ricorrenza del numero tre, la tradizione di una terra immortale e affascinante. Le linee, dolci e sinuose, ci restituiscono la semplicità e la genuinità di Matera. E così si innalzano le tre imponenti ma sottili sagome di donne che hanno fatto la vera storia di questa terra. La simbologia del numero tre ci riconduce invece alle solide tradizione che affondano le antiche e profonde radici nella religione e nella superstizione: in cucina, ad esempio, tre erano i tagli fatti sul pane. Il pane stesso, motore ed energia di questa terra, non poteva non essere evocato in quest’opera: su ognuna delle tre carte c’è infatti un piccolo taglio, piccolo segno della matita e della storia di Matera e del suo popolo.

Giuseppina Longo (Taranto), artista e docente di Discipline pittoriche e scenografiche si forma in Arti visive, indirizzo pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce. SI abilita all’insegnamento delle Discipline pittoriche e scenografiche, presso l’Accademia di Belle Arti di Bari e si specializza a Venezia presso l’università Ca’ Foscari. Espone in prestigiose istituzioni pubbliche e private partecipando a diverse rassegne nazionali ed internazionali dal Museo Archeologico di Conversano all’ Università Complutense di Madrid. SI abilita all’insegnamento della Storia dell’arte e Disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Bari e fonda con gli artisti Angelo Fabio Bianco e Maria Paola Minerba, il progetto Giu.ngo-LAB, una sciarada nata dal nome e dal cognome di Giuseppina Longo dalla quale nasce la parola “giungo” che è la mission del gruppo, lavorare a più mani per giungere allo stesso obiettivo.  Nel 2012 il progetto Giù.ngo-LAB comincia la sua attività espositiva esponendo in diversi contenitori come Sala Dogana a Palazzo Ducale di Genova, Camec, Centro di Arte contemporanea di La Spezia, Castel dell’Ovo di Napoli, QC terme Milano e Torino e per le gallerie Innerspace e Fusion Art di Torino. Giu.ngo-LAB è anche pseudonimo dell’artista Giuseppina Longo in diversi progetti, collaborazioni e workshop con le Istituzioni e con altri artisti, operazioni artistiche nelle quali mettere sempre a tema la coscienza collettiva per l’ambiente. Attualmente Giuseppina Longo è anche docente di ruolo di Discipline Pittoriche e di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Artistico I.I.S.S De Ruggieri di Massafra e collabora attivamente con la ReNaLiart, Rete Nazionale dei Licei Artistici per l’indirizzo Arti Visive. Da quattro anni è cultrice della materia presso la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea e Moderna di Maria Angelastri per l’Accademia di Belle Arti di Bari ed è docente formatore esperto in Strategie e nuovi ambienti per la didattica delle competenze, Metodologie didattiche per l’aggiornamento e l’insegnamento delle materie artistiche per diversi istituti pugliesi. Per la mostra PATER l’artista esporrà un progetto:

Filo Conduttore

Il filo conduttore è una linea continua che delimita una porzione di area, uno spazio dell’anima che galleggia lungo i muri di una stanza, si contorce su se stesso fino a diventare un lungo segno nero impresso. L’immagine di quella Lucania del 61, vista con gli occhi di Carlo Levi che vedeva in Rocco Scotellaro il filo conduttore della Questione Meridionale.  Il grande telero si materializza lungo i muri della stanza costruito da un’unica linea continua che parte da terra volteggia sui muri e ritorna alla Terra.

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Fondazione a carattere nazionale per la tutela e la salvaguardia del patrimonio architettonico dei “Sassi” di Matera Premio della cultura Presidenza del Consiglio dei Ministri – anno 1990 Ente morale riconosciuto con  D. M. 6.7.1991 (G. Uff. 20.9.1991 n.211) Registrato al  Tribunale di Matera il 17.9.91 al n.118 Reg. pers. Giur.

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