DIECI SUPER-FINALISTI AL PREMIO ANDREA PARODI 2016

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LE FINALI DAL 13 AL 15 OTTOBRE A CAGLIARI

Una miscellanea di altissimo livello, con artisti affermati della scena world music internazionale, quella dei dieci finalisti del “Premio Andrea Parodi”, le cui finali sono in programma dal 13 al 15 ottobre 2016 a Cagliari.

Ecco i selezionati (in ordine alfabetico):

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Paolo Carrus & Manuela Mameli Quartet
(brano “Sa stella”, lingua sarda)

Un quartetto che nasce in occasione della tesi di laurea della giovane Manuela Mameli, incentrata sullo studio delle possibili vie di contatto tra due grandi tradizioni: il jazz e la musica della Sardegna. Un incontro non casuale per la cantante ogliastrina, cresciuta in un ambiente ancora permeato dalla musica della tradizione, alla base delle sue prime esperienze professionali. Manuela Mameli ha scelto di illustrare con il quartetto le sperimentazioni di Paolo Carrus nate sull’onda delle contaminazioni pionieristiche di jazzisti come Marcello Melis negli anni ’70. Paolo Carrus pianista nel quartetto, negli anni ’90 allestisce un grandioso progetto orchestrale “Sardegna oltre il mare”, in cui il suo patrimonio jazzistico, e quello tradizionale sardo, già radicato in lui, si colorano reciprocamente, trovando espressione anche nelle soluzioni contrappuntistiche.

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Claudia Crabuzza
(brano “L’altra Frida”, lingua algherese)

Autrice e cantautrice, è nata e vive ad Alghero.
Dal 2000 con Fabio Manconi, fisarmonicista e pianista e Andrea Lubino batterista, costituisce il nocciolo dei Chichimeca, prodotti da Tajrà, etichetta indie di Cagliari; in organico ci sono anche Gianluca Gadau alla chitarra e Massimo Canu al basso elettrico.
A ottobre 2014 Claudia ha partecipato al Premio Tenco dedicato alle ‘Resistenze’, come interprete di un brano di Zeca Afonso, il grande autore portoghese legato alla ‘Rivoluzione del garofani’. Con il Club Tenco e Cose di Amilcare porta avanti altre collaborazioni all’interno di progetti dedicati a Bianca d’Aponte e Lou Reed.

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Domo Emigrantes (brano “Leucade”, lingua salentina)

L’ensemble nasce a Lodi nel 2009 con l’intento di promuovere le tradizioni popolari e le musiche del sud Italia (Pizzica, Tarantella, Tammurriata…) e del Mediterraneo, arricchendole grazie alla continua ricerca con elementi etnici, sfumature jazz, arrangiamenti originali e nuovi colori strumentali (tembûr curdo, fujara, flauti e percussioni etniche, violino…), evolvendo negli anni verso una maggior complessità strutturale e formale, senza mai perdere il forte impatto ritmico originario.

Lamorivostri
Lamorivostri
(brano “Lamorivostri”, lingua calabrese)

Tre voci,tre modi di essere artiste tre sguardi sul mondo della musica tradizionale,da quella italiana alle sonorità rom,dalla canzone d’autore alla poesia popolare fino alle composizioni originali.Un nuovo progetto lamorivostri ,per le tre musiciste che con questo lavoro danno voce e musica al repertorio tradizionale ma allo stesso tempo uniscono la propria esperienza artistica dando vita ad un viaggio musicale intenso ed originale dove la creatività prende forme ed espressioni diverse ,dove contaminazione e tradizione camminano insieme unendosi in una nuova ed originale proposta che contraddistingue questo trio. Lamori Vostri sono Lavinia Mancusi, Monica Neri, Rita Tumminia

Mau-Mau
Mau Mau (brano “8000 km”, lingua piemontese)

I Mau Mau negli anni ’50 erano un gruppo di liberazione del Kenya dalla colonizzazione inglese e “mau mau” sono ancora oggi, nel dialetto piemontese, quelli che vengono da lontano, magari scuri di pelle, comunque diversi.
Il gruppo musicale invece è nato nel 1991 a Torino con il brano “Tera dël 2000”, una sorta di manifesto ambientalista che negli anni si è rivelato sempre più drammaticamente attuale. Con il primo album “Sauta rabel” i Mau Mau hanno vinto il premio Tenco.
La rivista inglese Folk Roots li ha definiti “a rabble-rousing bunch of kick-ass ethno rockers” (una cricca esagitata di travolgenti ethno rockers) e “…tra i migliori depositari della musica delle radici in Europa…”.
I Mau Mau hanno fatto tour in tutta Europa, Nordafrica, Giappone, Iraq, Palestina, presentandosi anche nella dimensione di marchin’ band di 25 elementi (la Banda Maulera) oppure con un’esplosiva carovana di musicisti brasiliani al seguito (Dea tour).
Nel maggio 2016 è prevista la pubblicazione del nuovo album di inediti per Godzillamarket/Universal.

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Mela (brano “Story of Inconsequence”, lingua inglese)

Il viaggio musicale della violoncellista Marie Spaemann (alias Mela) è stato plasmato dalla più tenera età dai concerti e dal successo nelle competizioni capaci di generare fascino e curiosità per la diversità della musica e il lavoro creativo che c’è dietro.
Il suo esordio è al premio internazionale Johannes-Brahms-Competition nel quale si è esibita come solista in accompagnamento ad una serie di orchestre tra cui l’Orchestra Filarmonica della Germania del Nord, Kärntner Symphoniker, l’International Danubio Philharmonic Orchestra, la Orchestra Filarmonica di Zagabria, e la croata Chamber Orchestra.
La sua occupazione principale è attraversata da produzioni artistiche globali e da progetti che vanno oltre la musica classica grazie grazie al suo progetto di cantautrice (progetto MELA) e alle collaborazioni con artisti come Igudesman & Joo, Luis Ribeiro, Chrsitian Bakanic, Christoph Pepe Auer, Lylit e Dunkelbunt .
Marie studiato con Reinhard Latzko presso l’Università di Musica di Vienna, così come con Valter Despalj presso l’Accademia di Musica di Zagabria. Ha frequentato corsi di perfezionamento con, tra gli altri, Eleonore Schoenfeld, David Geringas, Frans Helmerson e Jens Peter Maintz.

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Parafone’
(brano “Amistà”, lingua calabrese, arabo-egiziana)

Rivisitare la musica popolare senza cadere in un logoro cliché rappresenta una sfida difficile per ogni musicista, specie se si vuole mantenere un approccio ai materiali integro e puro. L’impegno dei Parafoné è quello di riproporre la musica senza variarne l’essenza, utilizzando gli strumenti tramandati di padre in figlio come chitarra battente, zampogna, lira, organetto, tamburello, fischiotti eccetera: strumenti antichi che lasciano intravedere una straordinaria attualità soprattutto in una società che tende a smarrire le proprie identità culturali.
I parafoné sono Bruno Tassone (Voce, chitarra battente, zampogna a chiave) Angelo Pisani (Lira calabrese, pipita, fischiotti, sax soprano, marranzano), Gianluca Chiera (Cori, bouzouki), Domenico Tino (Chitarra acustica, chitarra elettrica, cori), Antonio Codispoti (Organetto diatonico, tamburello, cori), Omar Remi (Basso elettrico), Fabio Tropea (Percussioni, darabouka, tamburi a cornice)

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Pupi di Surfaro (brano “Li me paroli”, lingua siciliana, italiana, inglese)

I PUPI DI SURFARO nascono nel 2006, con l’idea di dare vita ad uno spettacolo di natura popolare nel quale vengono a mescolarsi diversi tipi di arte: musica, teatro e poesia. Vengono apprezzati nelle diverse piazze siciliane, tra gli altri, nel 2009 partecipano al Med Fest di Buccheri (SR) e si esibiscono al Teatro Golden di Palermo; nel 2010 partecipano all’ XI Festival della nuova Canzone siciliana, producono lo spettacolo “In vino veritas, l’arte di reggere bene il vino e di non poter soffrire la falsità” e avviano la collaborazione con i Modena City Ramblers, che li porterà ad aprire i loro concerti in Sicilia. In questi anni suonano sui palchi del Taranta Sicily Fest, Forum Antimafia di Cinisi, Maggio Sermonetano, Basula Fest, Carovana Antimafia, MedFest, alternandosi ad Artisti del calibro dei Modena City Ramblers, Alessandro Mannarino, Alfio Antico, Mario Incudine, Casa del Vento, Mario Venuti.

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Il tempo e la voce (brano “Meravigliusa-menti”, lingua siciliana medievale)

Il cantautore Giuseppe Di Bella ed il bassista Enrico Coppola hanno dedicato lo splendido progetto “Il Tempo e La Voce”, per mettere in musica dodici testi poetici della Scuola Poetica Siciliana, con l’obiettivo di far scoprire ad un pubblico quanto più vasto possibile, la bellezza e la profondità delle liriche isolane duecentesche, che il tempo e la maggior parte degli italiani sembrano aver relegato ad un inesorabile oblio. Finanziato attraverso una campagna di crowdfunding su Musicraiser, e registrato ad Enna tra la Torre di Federico II e l’Audio Project Studio, il disco vede Giuseppe Di Bella (voce, chitarre classiche, chitarre acustiche, mandola) ed Enrico Coppola (basso) accompagnati da un ristretto gruppo di strumentisti composto da Davide Campisi (tammorre, cajon, batteria), Chiara D’Aparo (violoncello) e Antonella Barbera (flauto traverso, oboe).

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Vesevo (brano “O ‘ Rre Rre”, lingua napoletana)

Vesevo è l’ antico nome del Vesuvio, il famoso vulcano tutt’ora attivo nei pressi di Napoli attorno al quale si legano miti, leggende e storia dall’antichità fino ad oggi.
Vesevo è anche un nuovo progetto musicale capace di donare nuova vita alle tradizioni musicali del sud Italia, intessendo l’antico nel moderno e viceversa senza soluzione di continuità, come il ciclo di vita stesso, come il flusso inarrestabile di lava raffigurato nelle copertina di questo primo disco.

Gli animatori del progetto sono tre musicisti da anni impegnati nella ricerca, nella pratica e nell’insegnamento di queste tradizioni musicali. Antonio Fraioli, violinista e arrangiatore di lunga esperienza nell’ambito “World” fondatore di Spaccanapoli (Spakka-Neapolis 55) già presente nel catalogo Real World, che sigla anche la produzione artistica. Francescopaolo Manna percussionista eclettico, uno dei maggiori esperti italiani di tamburi a cornice, che ha già collaborato con Spakka- Neapolis 55, ed il progetto “Liquid clarinets”. Antonio Di Ponte, chitarrista e cantante con una particolare vocalità, possente e autenticamente tradizionale cresciuta in anni di feste popolari nei paesi dell’entroterra vesuviano.

La manifestazione, che si avvale della direzione artistica di Elena Ledda e che vedrà in scena anche importanti ospiti che saranno annunciati prossimamente, è il solo concorso di world music in Italia.

Si terrà in prossimità del 10° anniversario della scomparsa di Andrea Parodi (17 ottobre 2006), un grande artista passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della World Music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

Le precedenti edizioni del Premio sono state vinte nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Comune di Cagliari, dei Partecipanti Aderenti e degli sponsor.

Partner del Premio sono: European Jazz Expo, Premio Bianca d’Aponte, Negro Festival, Folkest, Nuovo Imaie, Federazione degli Autori, Consorzio Cagliari Centro Storico, Jazzino – Jazz Club Cagliari, Boxoffice Sardegna.

Media Partners: Radio Rai Live 7, Radio Montecarlo, Radio Popolare, Sardegna1, Unica Radio, Tiscali, Il Giornale della Musica, BlogFoolk, Mundofonias.

Per maggiori informazioni:

www.fondazioneandreaparodi.it
fondazione.andreaparodi@gmail.com

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