“IN CHE MONDO VIVIAMO”: IL SIGNIFICATO DEL CAPITOLO 22.

Ci sono molti lettori del romanzo cosmico “In che mondo viviamo” che mi chiedono il perché della scelta di 22 capitoli per la versione cartacea del libro, meritevolmente edito da L’Erudita. 

L’annuncio della ventiduesima tappa dello scritto corsaro era stato già fatto ed esplicitato fin dalle prime uscite del racconto su fattidicultura.net e sul web.

Insomma, si tratta di una scelta compiuta a monte e che rimanda, innanzi tutto, al numero 22 come 2 + 2, in altre parole si tratta della scomposizione del numero 4, inteso come cifra della rappresentazione simbolica della Materia. Non a caso, il titolo del Capitolo 22 è: “La materia oscura”. Con il 22, inoltre, ho voluto indicare i riferimenti alla tradizione biblica, oltre che al senso che possiamo dedurre dai Tarocchi. Infatti, la carta 22, nei Tarocchi, rappresenta il Matto e, in genere, viene indicata anche come la carta numero zero, proprio a rappresentare la ciclicità, l’eterno ritorno dell’inizio, i corsi e ricorsi storici, la fine che rimanda all’origine e, quindi, è un capitolo in cui è simbolicamente mostrata la presenza di Uroboros, cioè una delle forme del Drago. Inoltre, ho voluto scegliere il numero 22 per l’attinenza con le lettere dell’alfabeto ebraico. Ventidue sarebbero, infatti, secondo la tradizione ebraica, i libri del Vecchio Testamento; come 22 sono gli elementi che l’onnipotente creò durante i 6 giorni della creazione.

È l’origine dell’Universo che ritorna al termine del mio romanzo proprio con lo scopo di chiudere il cerchio aperto con il Diario di Alkali, il terzo maestro di Alcor, il vecchio alchimista. In altri termini, potrei aggiungere che, al tempo della creazione, l’Essere Supremo non si limitò soltanto alla formazione della Materia e dei quattro elementi (Terra, Acqua, Aria e Fuoco), ma rese possibile l’Amore con un gesto d’amore. Attraverso Psiche ovvero la Fantasia. Quindi, il 22 rappresenta anche l’Essere Supremo, il Tutto e, allo stesso tempo, è una rappresentazione simbolica di tutto il creato. Dunque, il 22 rimanda ai 22 nomi di tutto ciò che esiste, come sappiamo o come si può apprendere dalla tradizione dell’Antico Testamento. Così, proprio con il Capitolo 22, ho scelto di evidenziare il numero in cui è racchiuso il segreto umano, cioè il mistero della creazione dell’Universo e, in tal modo, ho voluto dare anche un senso alchemico al titolo: “In che mondo viviamo”.

L’interpretazione cabalistica del numero 22 e il suo significato nascosto sono così volutamente ben inseriti nell’ultimo capitolo per indicare un finale che rimanda alla presenza del Drago, inteso sia come energia cosmica sia come quelle persone, singoli individui, appartenenti ai draghi terrestri. Ecco perché il titolo del Capitolo 22 è: “La materia oscura”. Inoltre, il 22 è legato agli archetipi su cui si basa tutto il racconto corsaro. In particolar modo, il numero Ventidue è un numero maestro e, con tale funzione, rappresenta la facoltà di applicare la somma consapevolezza ai problemi di ordine pratico, esaltando e accrescendo il significato della Materia rappresentata dal numero Quattro. Infatti, tutto ciò che viene sentito dal 4, a livello soggettivo, cioè il Tutto o l’Essere Supremo, a livello individuale, viene poi esternato sul piano universale dalla vibrazione del 22, cioè dal Drago. Questa vibrazione fa in modo che si sviluppi, almeno nei lettori più attenti e incuriositi dal mio romanzo cosmico, una più acuta riflessione sulla storia raccontata e uno sviluppo interiore per le tematiche metafisiche.

Inoltre, è forse utile ricordare che il tre è il numero del Corsaro, il sette è il numero del Drago e il ventuno è il numero che, nel romanzo, corrisponde alla Regina del Mondo Emerso. Invece, il 22 è il numero dei poligoni regolari inscrivibili in un cerchio euclideo, cioè si possono inscrivere in un cerchio 22 poligoni regolari. Di più: 22 diviso 7 (numero sacro del Drago) dà il cosiddetto pi greco, il quale rappresenta il rapporto misterioso e approssimativo del perimetro di un cerchio rispetto al suo diametro. La testa dell’uomo è fatta di 22 ossa: 8 craniche e 14 facciali, con il rispettivo rimando all’Uovo di Drago.

Inoltre, la parola universo è impiegata Ventidue volte nell’Antico Testamento e 22 volte pare siano citate nella Bibbia anche le seguenti 2 parole: matrimonio (Alcor e Mizar) e creazione.

Pier Paolo Segneri

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