Playstation Network : un universo a dimensione assistenza

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Avete presente il film “un tranquillo week-end di paura“, con Jon Voight e Burt Reynolds? Il film era tratto dal romanzo Dove Porta il fiume di James Dickey. Venne candidato a tre premi Oscar tra cui “miglior film” del 1973 e a vari Golden Globe. Il fiume Cahulawassee, lungo il cui corso si svolge gran parte dell’azione, è immaginario; le riprese sono state fatte sul fiume Chattooga, in Georgia.

Bene. Capita tuttavia che i giorni di paura possano anche essere infrasettimanali quando ti scopri a fare i conti con le opportunità del digitale messe a confronto con limitatezza delle procedure informatiche:   amplificatrici, degli umani concettuali limiti.

Quanto al luogo dove si compie parte dell’azione non si tratta né del fiume Cahulawassee  né di quello della Georgia ma di qualsiasi posto ove  sia residenziato un telefono fisso con una buona tariffa per le chiamate nazionali. Perché di numeri verdi, gratuiti, nemmeno a parlarne. Quanto infine ai Premi Oscar, in realtà, c’è al loro posto una   voce in lingua inglese pronta ad  introdurre un sondaggio ai fini della valutazione dell’assistenza ricevuta.

Nell’era digitale ci sono ancora molte storie che appassionano tanti lettori e riguardano le multinazionali dei videogames. Forti del proprio know-how vantano milioni di utenti  lasciando al pettine l’arduo compito di fermare i nodi che essi stessi generano, in piena autonomia.

E’ il caso di Playstation Network che vanta consolle da dio, giochi  da milioni di dollari di  investimento e poi, come per magia, ti catapulta in quell’immenso marasma che è il Customer Care.

Cominciamo dai limiti informatici (umani)

Se Playstation ti blocca… ti blocca… se hai infatti un debito generato magari da un rimborso paypal l’account non solo viene sospeso ma deve essere riattivato necessariamente tramite un accesso telefonico (a pagamento)  in quanto Sony inibisce l’uso  totale dell ID anche all’interno dello store on-line. Probabilmente gli informatici che hanno progettato l’ID SEN non hanno mai usato WORDPRESS che di suo è in grado di gestire diverse tipologie di utenza che spaziano da sottoscrittore a Amministratore.

Copertura del debito

Il debito deve essere saldato acquistando un voucher monetario che se provi a pronunciare queste due parole ad un addetto in uno dei tanti punti vendita SONY autorizzati ti guardano strano e rimandano a te la scelta del voucher corretto  tra le decine di card  che sono disponibili negli appositi espositori: tutte diverse le une dalle altre.

Solo con Voucher alla mano  si può chiamare il Centro di assistenza e provare a sbloccare l’account sempre che non abbiate acquistato la card sbagliata (non rimborsabile).

Ogni card è differente ma ha un pin di 12 cifre che traccia elettronicamente dei soldi che al di là del nome che gli è stato assegnato corrisponde sempre a moneta sonante. Ma questo è solo un “dettaglio”. Non tenetene conto.

Riattivazione dell’account con sorpresa

Se riesci a ricaricare l’account, magari dopo aver speso un importo pari a tre giochi di prezzo medio, se per qualche motivo non hai con te il numero seriale di una consolle SONY  è meglio che attacchi il telefono altrimenti rischi di buttare via  ulteriori soldi. Pur essendo l’ID SEN svincolato, in teoria, da qualsiasi prodotto (è come se fosse un Conto corrente bancario) devi fornire un codice  barre,  altrimenti i soldi che hai caricato è come se li avessi persi nuovamente.

Riflessioni.

Possono passare anche giorni interi perché a togliere ci vuole un attimo mentre a ridare …
E questo dato di fatto può essere anche un bene visto che  i videogames possono essere alienanti e possono sottrarre del tempo utile alla famiglia.
Ma a parte ciò, fa riflettere il fatto che nell’era della comunicazione legata al commercio elettronico la complessità faccia  parte finalmente  di un tessuto economico che, una volta tanto, non ci appartiene visto che la multinazionale di cui stiamo parlando  non è italiana.

Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano le associazioni che tutelano i consumatori.

di Giovanni Pirri

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