GORAN BREGOVIC E LA WEDDING&FUNERAL BAND AL FESTIVAL DELLE NAZIONI

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Città di Castello, Giardino di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio 27 agosto 2015, ore 21

Per la prima volta Goran Bregovic fa tappa a Città di Castello. Succederà giovedì 27 agosto alle ore 21, nel Giardino di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio a Città di Castello, in occasione della terza giornata del Festival delle Nazioni dedicato all’Austria. Sarà accompagnato dai fiati gitani e dalle voci bulgare della sua ormai celebre Wedding&Funeral Band, nell’ambito del fortunato tour If you don’t go crazy, you’re not normal!. La scaletta sarà ricchissima e come al solito imprevedibile, ma comprenderà certamente i pezzi più amati dagli album “Karmen”, “Alkohol” e “Champagne for Gypsies” così come i brani indimenticabili tratti dal suo repertorio di musiche per film, ad esempio Kalasnjikov, Ederlezi e Mjesecina.

Perché Goran Bregovic nell’edizione del Festival delle Nazioni dedicata all’Austria e al ricordo della prima guerra mondiale? Goran Bregovic è nato a Sarajevo nel 1950, da madre serba e padre croato. Basterebbero queste poche informazioni della biografia dell’artista autodidatta per tornare indietro con la memoria a circa cento anni fa, quando la Grande Guerra scoppiò. Il pretesto fu l’attentato che uccise l’erede al trono Francesco Ferdinando e che fece crollare in un attimo i fragili equilibri europei; le cause, perlomeno una parte di esse, risiedevano nella delicata situazione balcanica, con la minoranza serba, di cui faceva parte l’attentatore Gavrilo Princip, fortemente irridentista e la componente croata che puntava a un ordinamento federale. Forze contrastanti che portarono al disfacimento di un Impero grandioso e multietnico come quello austro-ungarico all’inizio del Novecento.

Se non bastasse il dna di Bregovic, interverrebbero allora il suo stile e la sua musica a fare da specchio alla multiculturalità dell’Impero austro-ungarico, la cui ricchissima cultura musicale è altro tema forte di questa edizione del Festival. Pop-rock e musica colta, litanie bizantine e folk balcanico, campionamenti e fanfare di paese miscelate con l’estetica patinata dell’Occidente: il filo rosso che unisce tutte queste “schegge” è la capacità di Bregovic di sublimare i materiali della tradizione e di proiettarli, grazie al costante incontro con i linguaggi contemporanei, in una dimensione surreale, ironica e lirica, facilmente comprensibile a tutte le latitudini.

Goran Bregovic crea i suoi primi gruppi rock a sedici anni. Per far piacere ai suoi genitori, s’impegna a proseguire i suoi studi di filosofia e sociologia che lo avrebbero portato a insegnare, se l’enorme successo del suo primo disco non avesse deciso altrimenti. Seguono quindici anni con il suo gruppo Bijelo Dugme (Bottone

bianco) e tredici album venduti in sei milioni di copie. Tour interminabili in cui Bregovic diventerà l’idolo della gioventù jugoslava. Alla fine degli anni Ottanta, Bregovic abbandona temporaneamente il rock. Compone le musiche del terzo e quarto film di Emir Kusturica: Il tempo dei gitani e Arizona Dream. Patrice Chereau gli affida La regina Margot, Palma d’oro al Festival di Cannes 1994. Anche le musiche di Underground di Kusturica, Palma d’oro nel 1995, sono firmate Bregovic. Ancora, compone le musiche del film Train de vie di Radu Mihaelanu. Dopo questo periodo, si consacra all’interpretazione della propria musica e comincia una seconda carriera sulle scene internazionali. Ma senza abbandonare completamente il cinema, ad esempio componendo le musiche di 27 Missing Kisses di Nana Djordjaze nel 2001, e scrivendo la musica e interpretando uno dei personaggi maschili dei Giorni dell’abbandono nel 2004.

Bregovic si occupa anche di teatro: Il silenzio dei Balcani è un progetto multimediale realizzato nel 1997 a Salonicco insieme al regista sloveno Tomaz Pandur. Segue una collaborazione con Marco Baliani per il quale, su commissione del Festival Novecento di Palermo, scrive le musiche della Crociata dei bambini (1999), quindi un altro grande progetto con Pandur, La Divina Commedia che ha debuttato nel 2001 al Teatro Thalia di Amburgo.

Per dieci anni, dal suo abbandono del rock, la musica di Bregovic non era più stata eseguita dal vivo. La svolta avviene nell’estate 1995, quando con una band di dieci musicisti tradizionali, un coro di cinquanta elementi e un’orchestra sinfonica avvia una serie di concerti in Grecia, Svezia e a Bruxelles. Ma non va oltre, perché l’organico di centoventi musicisti scoraggia gli organizzatori. Nel 1997, la formazione è ridotta a cinquanta elementi per un concerto di circa due ore che riprende le sue musiche per il cinema. Ed è il successo: Bregovic inanella trionfali tournée in tutta Europa alla testa della sua Wedding&Funeral Band, presentando tutti i suoi brani più celebri, da Ederlezi a In the death car passando per Kalashnikov. Nel 2000 realizza un Grande matrimonio a Palermo per la festa di Santa Rosalia, condividendone la direzione artistica con Roberto De Simone. Nel 2002 presenta un progetto speciale nella Basilica di St. Denis a Parigi, dal titolo Il mio cuore è diventato tollerante: su invito di Luciano Berio, il progetto viene presentato anche all’Accademia Santa Cecilia di Roma.

L’ultima avventura teatrale si intitola Karmen di Bregovic con lieto fine, la prima Carmen con la K e l’accento balcanico che ha debuttato in Italia nel 2004.

Nel 2008 si esibisce nei concerti di Three Letters con l’Absolute Ensemble di Kristjan Jarvi a Milano e Torino nell’ambito del Festival MI-TO. Nel 2009 esce Alkohol, Sljivovica&Champagne, live registrato al Festival di Gucă nel 2007. Nel 2012 partecipa al Festival di Sanremo proponendo in coppia con Samuele Bersani un’inedita versione ‘gitana’ di Romagna mia. Nello stesso anno dirige in veste di maestro concertatore la Notte della Taranta a Melpignano ed esce il disco Champagne for Gypsies che conta numerose importanti collaborazioni, tra le quali spiccano il duetto con i Gipsy Kings e con Eugene Hütz, leader dei Gogol Bordello. Nel 2013 compone l’inno per i mondiali di sci C’è un fiore sulle Dolomiti. Dal 2014 è impegnato nel tour If you don’t go crazy, you’re not normal!.

Il biglietto per il concerto di Goran Bregovic costa 22 € e non prevede riduzioni. I biglietti sono in vendita presso la sede della biglietteria di Città di Castello a Palazzo Facchinetti in corso Vittorio Emanuele 2 (aperta dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18) e nel luogo del concerto a partire dalle ore 20. Per ulteriori informazioni di biglietteria: tel. 075 8522823, ticket@festivalnazioni.com.

Sono partner istituzionali del Festival delle Nazioni il Ministero per i beni e le attività culturali e del Turismo – Dipartimento dello Spettacolo, la Regione Umbria, il Comune di Città di Castello, la Camera di Commercio di Perugia, i Comuni di San Sepolcro, Umbertide, San Giustino e Citerna.

FESTIVAL@CHIOSTRO E GLI ALTRI EVENTI COLLATERALI

Il cartellone di Festival@Chiostro – gli eventi collaterali del Festival delle Nazioni al Chiostro di San Domenico di Città di Castello – propone per giovedì 27 agosto alle ore 18 il primo dei concerti-saggio degli allievi dei corsi di formazione e perfezionamento musicale “Luigi Angelini”: si comincia con la classe di viola di Danilo Rossi. A seguire, alle 19.30, avrà luogo il secondo appuntamento, quello dedicato alla Giovinezza, con la storia della vita del compositore austriaco più noto: Amadè. Una biografia di Mozart, progetto realizzato in collaborazione della Scuola di musica comunale “G. Puccini” e la Corale Marietta Alboni, proseguirà mercoledì 2 settembre con La maturità, e venerdì 4 settembre con Gli ultimi anni. La ricca giornata di eventi al Chiostro si concluderà con un concerto di musica dal vivo dei Delta a partire dalle ore 23.

Ricordiamo inoltre che è possibile visitare Palazzo Facchinetti (corso Vittorio Emanuele 2) e Il Sogno e la Materia, mostra che ospita opere di Luca Baldelli, Alberto Brizzi, Marco Capaccioni, Mario Diotalevi, Francesco Fantini, Andrea Lensi, Fabio Mariacci, Elio Mariucci, Gino Meoni, Giampaolo Tomassetti e Bruno Zieger.

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